I MESTIERI ARTIGIANI

Origine dei mestieri

L’etimologia del termine mestiere, che deriva dal latino ministerium («ufficio, servizio»), mette in evidenza che si tratta di un’attività pratica, utile. I mestieri infatti sono di solito identificati con le attività artigianali o manuali in genere. Nell’antichità queste erano svolte in molti casi da schiavi o da servi: in Egitto, per esempio, le grandi opere architettoniche erano eseguite da squadre di schiavi, nell’Impero Romano le grandi industrie di ceramica e di mattoni utilizzavano una manodopera servile. Spesso però gli artigiani erano uomini liberi, e già nell’antica Roma erano organizzati in corporazioni (collegiacorpora) che riunivano un minimo di tre persone.

Le organizzazioni di mestiere sopravvissero durante le invasioni barbariche, ma fu con il rifiorire dell’economia cittadina che assunsero nuova importanza: le ritroviamo in tutta Europa con nomi diversi: arti, cappelle, collegi, compagnie, fraglie, gilde.

I mestieri nel mondo moderno

L’incapacità degli artigiani di trasformarsi, di accettare l’innovazione, di integrare le nuove tecnologie nate con la rivoluzione industriale condannò a morte le vecchie corporazioni di mestieri. Tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento le corporazioni furono abolite in Spagna, in Francia e in Inghilterra.

Nel corso del 20° secolo la comparsa di nuovi bisogni e l’esigenza di qualità hanno dato nuovo spazio e prestigio ai mestieri artigianali. In vari paesi per l’esercizio di un mestiere artigianale è obbligatorio il criterio di competenza professionale, che ricorda l’esame che occorreva sostenere in passato. In Francia, per esempio, una legge del 1966 fissava le condizioni di rilascio del titolo di artigiano provetto (artisan en son métier).